
"Fare del
cicloturismo in Sicilia significa
pedalare nella Storia".
Quando ho chiesto a
Giuseppe Montalto qualche dritta per organizzare il mio
tour individuale in
bicicletta per le strade della
Sicilia orientale (bellissimo, lo consiglio a tutti!) è questa la prima risposta che ho avuto dalla voce simpatica e sempre cordiale di
Peppe.
Soltanto che quando uno sente una frase del genere il pensiero va subito ai
resti archeologici greci e romani (bellissimi anche quelli!) che tutti siamo abituati a vedere rappresentati nelle cartoline e nelle brochure delle agenzie du viaggio.
Io, invece, pedalando lungo la costa, cosparsa di splendide spiagge, che decorre tra
Portopalo di Capopassero e
Siracusa, ho fatto l'incontro con una
Storia molto più recente, ma non per questo meno coinvolgente. La foto che invio assieme a questo articolo rappresenta un soggetto che ho incontrato più volte lungo il mio cammino: uno dei numerosissimi bunker costruiti dall'esercito tedesco a difesa delle coste della
Sicilia durante gli anni della seconda guerra mondiale.
Ne ho incontrati molti: alcuni mimetizzati tra le rocce, altri bene in vista, come quello di questa foto, disposto a presidio di un tratto di costa. Sono quasi impossibili da smantellare, mi ha spiegato la mia guida cicloturistica: ho persino visto, nella zona dell'
Arenella, una villetta che ne ha incorporato uno all'interno del muro di recinzione, pur di non sostenere i costi dello smantellamento... chissà che non ci abbiano ricavato un ambiente abitabile!
Era una mattina grigia, quella in cui ho scattato questa foto (ho fatto il mio tour in bicicletta nel mese di marzo) e non ho potuto fare a meno di fermarmi a pensare. Ho fissato a lungo le feritoie intorno alla parete circolare del
bunker, ed ho potuto immaginare le canne delle mitragliatrici e dei cannoni spuntare da quelle fessure. Nella mia mente le ho viste puntate verso le navi alleate che si stagliarono improvvisamente all'orizzonte la notte del 9 luglio 1943.
Giuseppe me lo aveva raccontato, ma tornato a casa ho voluto documentarmi dettagliatamente su quei fatti, per dare una base razionale alla forte emozione che ho provato in quei luoghi. Chi volesse saperne di più può visitare
Wikipedia cliccando qui.
La campagna d'Italia cominciò con l'invasione della Sicilia, un'operazione militare fra le più imponenti che la Storia avesse visto fino ad allora: l'operazione Husky.
Per piegare la fiera resistenza dei difensori tedeschi furono impiegate sette divisioni alleate (tre divisioni britanniche, tre statunitensi e una canadese) appartenenti alla 7ª Armata USA comandata dal generale Patton e all'8ª Armata britannica al comando del generale Bernard Law Montgomery, riunite a formare il 15º Gruppo di Armate, guidato a sua volta dal generale inglese Harold Alexander. Lo sbarco (che fino ad oggi rappresenta l'operazione anfibia più imponente mai realizzata nella Storia) avvenne lungo un enorme tratto della costa meridionale della Sicilia, tra Gela e Scoglitti e tra Pachino e Siracusa. Per comprendere le portata dell'azione basti pensare che furono coinvolti, soltanto sul fronte alleato oltre 160.000 uomini.
Devono essere state ore terribili, interminabili, in cui l'assordante boato delle esplosioni copriva ogni cosa.
Pure nel silensio di quella mattina di marzo, rotto soltanto dal dolce fruscio della risacca leggera, mi è parso di ascoltare l'eco lontano di quelle grida concitate, il rumore terrificante dei cannoni, il canto ritmico e tetro delle mitragliatrici. Quanti ragazzi hanno lasciato la vita su quelle spiagge... quanti uomini sono morti per la follia di pochi potenti.
E' stata un'esperienza molto toccante, devo dire. Quando parlando con
Giuseppe, alla fine del tour, gli ho raccontato di aver vissuto questa emozione, lui mi ha suggerito di leggere
un bel romanzo appena scritto da un autore siciliano,
L'eco del gusto, ambientato in Sicilia proprio in quegli anni. Ebbene, io l'ho letto e mi è piaciuto davvero molto il modo in cui l'autore fa vivere le atmosfere della Sicilia...
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